15.07.2026 | Delia Landolt | SLF News
Le precipitazioni intense diventano più intense con ogni grado di riscaldamento della Terra. Ciò influisce sulle piene. I collaboratori dello SLF hanno modellato l’evoluzione di queste ultime entro la fine del secolo utilizzando dati orari relativi a 384 fiumi dell’area alpina. Le previsioni: decisamente più cupe rispetto a quelle precedenti.
- Nuove previsioni sulle inondazioni: i modelli climatici basati su dati orari anziché giornalieri indicano inondazioni nettamente più intense e frequenti nelle Alpi.
- Piogge intense e pericolose: precipitazioni più intense, anche di breve durata, sono la causa principale dell’aumento della frequenza delle inondazioni.
- Gli eventi estremi sono in aumento: un'inondazione che oggi si verifica una volta ogni 100 anni potrebbe in futuro essere dal 5 al 15% più intensa e verificarsi ogni 45-80 anni.
Con la primavera e l’estate arriva la stagione delle acque di disgelo, che fanno gonfiare torrenti e fiumi di montagna, talvolta fino a farli straripare. Di questo fenomeno si occupa il gruppo di idrologia e impatti climatici nelle regioni montane presso l’Istituto WSL per la ricerca sulla neve e sulle valanghe (SLF).
Studi precedenti hanno dimostrato che, a causa della minore quantità di neve che si scioglie in primavera, le piene nella regione alpina potrebbero diminuire o rimanere stabili entro la fine del secolo. Queste previsioni si basano su dati giornalieri inseriti nei modelli (vedi riquadro), che tuttavia non tengono sufficientemente conto delle brevi precipitazioni intense. Per questo motivo, l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) ha incaricato l’idrologo dello SLF Paul Astagneau di elaborare nuove previsioni. Il ricercatore aveva a disposizione i dati relativi a 384 fiumi in Svizzera e in Austria, di cui era stata misurata la portata oraria. Utilizzando un modello idrologico, Astagneau ha simulato gli eventi di piena da oggi fino alla fine del secolo – e è rimasto sorpreso dai risultati: «Non ci aspettavamo differenze così marcate rispetto ai dati giornalieri.»
Dati giornalieri vs. dati orari
Gli studi condotti finora sulle inondazioni e sui cambiamenti climatici hanno simulato la quantità d’acqua che attraversa un determinato punto del torrente nell’arco dell’intera giornata. Questi dati non riescono a rappresentare adeguatamente le precipitazioni intense e di breve durata, poiché queste si «distribuono» nell’arco della giornata e non sono quindi più visibili. L’idrologo dello SLF Paul Astagneau ha quindi calcolato la quantità d’acqua che transita in un determinato punto ogni ora. In altre parole, invece di un unico dato, ha considerato 24 punti di rilevamento al giorno.
Gli estremi subiscono variazioni più marcate ¶
Le piene nelle Alpi sono causate da temporali estivi, da precipitazioni prolungate su terreni saturi o da una combinazione di pioggia e scioglimento delle nevi. L’intensità delle precipitazioni sta aumentando a causa dei cambiamenti climatici, in particolare su scale temporali inferiori a un giorno. Più precisamente: per ogni grado Celsius in più, le precipitazioni intense orarie aumentano di circa il sette per cento. La pioggia compensa così ampiamente la diminuzione del disgelo, come dimostra l’analisi delle simulazioni orarie: con il cambiamento climatico, le piene nei torrenti alpini influenzati dalla neve tendono ad aumentare piuttosto che a diminuire. Inoltre, si verificano con maggiore frequenza, già a metà del secolo.
L’alluvione centennale, che in media si verifica una volta ogni 100 anni, diventerà nelle Alpi da un cinque a un quindici per cento più intensa. Ciò si riferisce al picco di deflusso, ovvero al livello massimo dell’acqua previsto nell’ambito di tale evento alluvionale. Allo stesso tempo, in futuro le piene centennali potrebbero verificarsi con maggiore frequenza, ovvero ogni 45-80 anni. Per quanto riguarda le piene moderate, ad esempio la piena biennale, nelle zone montane si registra ancora una diminuzione, sebbene inferiore a quanto ipotizzato finora. Paul Astagneau riassume: «Gli eventi estremi subiscono cambiamenti più marcati rispetto alle piene moderate.»
Collegamento ¶
- Informazioni sullo studio “Rethinking future flood hazard: Hourly data challenges daily flood projections in Alpine catchments”
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