Storia

Dal 1936, quando un piccolo gruppo di ricercatori si è stabilito nel primo laboratorio nivologico sul Weissfluhjoch, l'SFL si è evoluto fino a diventare un rinomato istituto di ricerca con quasi 150 collaboratori nel fondovalle di Davos. Da allora si sono susseguite varie tappe.

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2026

Dopo 36 anni presso lo SLF, Jürg Schweizer va in pensione. Dal 2011 è stato responsabile dell’unità di ricerca Valanghe e prevenzione, direttore dello SLF e membro della direzione del WSL.

Da allora lo SLF è guidato da un comitato composto da quattro membri, presieduto da Ruzica Dadic. Gli altri membri sono Nadine Salzmann, Pascal Haegeli e Marco Collet.

2025

Viene brevettato lo SnowImager, sviluppato presso lo SLF. Questo strumento di misurazione della densità della neve analizza gli strati del manto nevoso tramite luce a infrarossi e rileva i confini tra gli strati. L’azienda NiviLux sta portando il dispositivo alla produzione in serie.

A settembre lo SLF festeggia il 50° anniversario dell’area di ricerca a lungo termine di Stillberg. Nel 1975 il WSL e lo SLF vi piantarono 92’000 alberi per studiare le possibilità di protezione naturale dalle valanghe offerte dagli alberi in prossimità e al di sopra del limite del bosco.

Si conclude il programma di ricerca CCAMM, che dal 2018 ha studiato gli effetti dei cambiamenti climatici sui movimenti di massa alpini e sui rischi che ne derivano. Nel corso del «Tour de CCAMM», i ricercatori applicano nella pratica i risultati principali della ricerca.

2024

Nell’inverno del 2024, il servizio di allerta valanghe utilizzerà per la prima volta a livello operativo un modello computerizzato come fonte di valutazione aggiuntiva della situazione valanghiva. Il progetto è stato avviato nel 2019 e viene costantemente sviluppato e migliorato.

Il software RAMMS per la modellizzazione dei rischi naturali è stato trasferito alla neonata RAMMS AG come primo spin-off dello SLF.

2023

Un nuovo modello digitale 3D migliora la valutazione dei rischi naturali nelle Alpi, utilizzando come dati di input le proprietà fisiche misurabili in laboratorio, acquisendo così reali capacità predittive. Le previsioni del modello sono state testate con successo per la prima volta in vista della frana nei pressi di Brienz.

A giugno lo SLF ha aperto le sue porte: circa 2500 visitatori hanno avuto modo di conoscere l’istituto e le sue attività di ricerca su neve, valanghe e altri pericoli naturali nell’area alpina, sul permafrost e sugli ecosistemi montani. Attraverso esperimenti, attività pratiche e conferenze, i collaboratori hanno illustrato come si svolge la ricerca presso lo SLF e perché tale ricerca è importante.

2022

In autunno, l'edificio sostitutivo sarà occupato e inaugurato ufficialmente. Il edificio D offre più di cinquanta postazioni di lavoro. Questi spazi erano un’esigenza molto sentita dal momento che negli ultimi anni l’SLF è cresciuto molto, tanto nei temi quanto a livello di personale. L’edificio soddisfa i criteri di «Minergie-P-Eco» e raggiunge il livello più alto («Platino») dello «Standard Costruzione Sostenibile Svizzera».

L'Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) ha nominato l'SLF come centro di eccellenza mondiale per l'osservazione della neve. La commissione responsabile dell'OMM giustifica la sua decisione con il fatto che l'SLF dispone già di un'infrastruttura di misurazione di alta qualità e di oltre 80 anni di conoscenze.

Il gruppo di idrologia nevosa, in collaborazione con MeteoSvizzera, prevede i quantitativi di neve fresca e, grazie ai propri modelli previsionali, calcola quotidianamente i livelli di neve per l’intera Svizzera. Questi dati vengono ora visualizzati su una moderna piattaforma cartografica interattiva. Sono a disposizione del pubblico sul sito web dello SLF e nelle app WhiteRisk e MeteoSwiss.

Il centro di ricerca CERC ha due nuovi professori: il Consiglio del Politecnico federale (ETH-Rat) ha nominato Manuela Brunner professoressa assistente tenure-track di idrologia e impatti climatici nelle regioni montane e Johan Gaume professore straordinario di movimenti di massa alpini.

2021

Inizio del centro CERC Climate Change, Extremes, and Natural Hazards in Alpine Regions Research Centre. Il centro di ricerca comprende sei aree di ricerca principali: (i) Estremi meteorologici e climatici nella regione alpina, (ii) Permafrost, (iii) Telerilevamento, rilevamento precoce e allarme, (iv) Movimenti di massa alpini, (v) Ecosistemi di montagna (vi) Gestione del rischio, comunicazione del rischio e resilienza. È sostenuto dal Cantone GR e WSL, e dalla ETH di Zurigo.

2020

SLF riceve il King Albert Mountain Award e viene premiato per il suo impegno mirato alla prevenzione delle valanghe per la popolazione e l'alpinismo.

Il bollettino valanghe compie 75 anni. Il 21.12.1945 l’SLF pubblicava il suo primo bollettino valanghe.

2019/20

I ricercatori dell'SLF e del WSL partecipano alla più grande spedizione nell'Artico fino ad oggi: MOSAiC - Multidisciplinary drifting Observatory for the Study of Arctic Climate. Passano un totale di 13 mesi sulla nave di ricerca Polarstern.

2019

L’ex sede dell’istituto SLF sul Weissfluhjoch venduta alla società degli impianti di risalita Davos Klosters Bergbahnen AG.

2018

L'UNESCO include la gestione del pericolo di valanghe nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità.

2016

Vallée de la Sionne festeggia il ventesimo anniversario e si rinnova l'accordo di cooperazione tra il Canton Vallese e il WSL.

2013

La piattaforma interattiva di prevenzione delle valanghe «White Risk», sviluppata da SLF e SUVA, è ora online. L’obiettivo era garantire una perfetta integrazione tra l’applicazione, finora disponibile solo in versione offline, e l’app mobile lanciata nel 2009. È nata così una struttura che comprende la sezione informativa White Risk Explore, il modulo di e-learning White Risk Learn, lo strumento di presentazione per i formatori White Risk Pro, lo strumento di pianificazione delle escursioni White Risk Tour e l’app White Risk.

2012/13

Nell'inverno 2012/13, l'SLF lancia una versione completamente rinnovata del bollettino delle valanghe. Le principali modifiche: due previsioni al giorno (alle ore 17:00 e alle ore 08:00), in quattro lingue e per tutte le regioni, con carta del pericolo di valanghe interattiva e zoomabile. Per la prima volta la descrizione del pericolo viene formulata sulla base di una biblioteca di frasi pretradotte in modo automatico. Il bollettino delle valanghe è stato ottimizzato per internet e smartphone.

2011

L'SLF festeggia 75 anni di ricerche nivologiche organizzando eventi e manifestazioni in tutta la Svizzera.

Il dott. Jakob Rhyner lascia l'SLF e diventa vicedirettore per l'Europa dell'Università delle Nazioni Unite (UNU) e direttore dell'Istituto per l'ambiente e la sicurezza umana (UNU-EHS) di Bonn.

La guida dell'SLF passa nelle mani del dott. Jürg Schweizer.

2010

Entra in servizio la piattaforma d'informazione comune sui pericoli naturali GIN, sviluppata dall'SLF in collaborazione con MeteoSvizzera e l'Ufficio federale dell'ambiente.

2009

L'SLF organizza a Davos il 1º "International Snow Science Workshop" (ISSW) europeo.

Entra in funzione il bollettino del servizio operativo di idrologia nivale (OSHD, Operationeller Schneehydrologischer Dienst).

2008

L'SLF cambia nome e diventa WSL Istituto per lo studio della neve e delle valanghe SLF.

2006/07

Nell'ambito di una riorganizzazione del WSL, i settori di ricerca Pericoli naturali e i due settori Foresta e Paesaggio vengono sciolti. Vengono creati 16 nuovi settori di ricerca del WSL. I vari siti lavorano sempre più in stretta collaborazione tra loro. Il dott. Walter Ammann diventa prima vicedirettore del WSL e successivamente passa alla guida della International Disaster Reduction Conference IDRC e fonda il Global Risk Forum. Il nuovo direttore della sede di Davos è il dott. Jakob Rhyner.

2004

Le attività di ricerca nel settore dei pericoli naturali si allargano sia a Davos che a Birmensdorf. I modelli matematici per simulare la dinamica dei processi vengono estesi alle colate detritiche. Nel quadro di alcuni progetti pilota, vengono sviluppati sistemi di allerta e informazione sui rischi idrogeologici nelle valli alpine (torrenti di montagna, colate detritiche).

2002

L'SLF inaugura il sistema intercantonale di preallerta e d'informazione in caso di crisi (IFKIS), destinato ai servizi di prevenzione valanghe.

1999

Le valanghe catastrofiche del febbraio 1999 causano in Svizzera la morte di 17 persone, una cifra circa sei volte inferiore rispetto a quella registrata nel tragico inverno del 1950/51.

1997/98

Nell'inverno del 1997/1998 entra in funzione il sito sperimentale sulla dinamica delle valanghe "Vallée de la Sionne".

Da allora, il bollettino delle valanghe nazionale con le previsioni per il giorno successivo viene pubblicato alle ore 17:00 del pomeriggio (ora tedesca). Nelle regioni Nordbünden e Mittelbünden si iniziano ad introdurre i bollettini delle valanghe regionali, pubblicati la mattina alle ore 08:00.

1996

Si conclude la costruzione del nuovo edificio nella Flüelastrasse di Davos Dorf, che diventa la sede principale dell'SLF. Il vecchio edificio sul Weissfluhjoch continua a essere utilizzato per la ricerca.

L'SLF inizia la realizzazione del Sistema intercantonale di misurazione e informazione IMIS, un network di stazioni meteo. Oggi la rete IMIS comprende oltre 160 stazioni su tutto il territorio delle Alpi svizzere.

1995

Il WSL e l'SLF inaugurano una nuova sede distaccata a Sion, per poter meglio rispondere alle esigenze del Canton Vallese.

1993

Il gruppo di lavoro internazionale formato dai membri dei servizi di prevenzione valanghe europei posa una pietra miliare nella storia della prevenzione. Per la prima volta i rappresentanti dei paesi europei che si affacciano sulle Alpi concordano di adottare una definizione standard dei gradi di pericolo: nasce la scala europea del pericolo valanghe a cinque gradi.

1992

La direzione dell'istituto passa dal prof. dott. Claude Jaccard al dott. Walter Ammann.

1989

L'SLF viene annesso all'EAFV e nasce l'odierno Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL. A partire da questa fusione, l'SLF fa parte del settore dei politecnici federali (settore dei PF).

1986

L'SLF festeggia 50 anni di ricerche nivologiche sul Weissfluhjoch.

1983

Prime misurazioni della velocità delle valanghe nella regione del Lucomagno.

1980

La direzione dell'istituto passa dal prof. dott. Marcel de Quervain al prof. dott. Claude Jaccard.

1973

Inizio delle ricerche sulla previsione quantitativa del pericolo di valanghe e sull'evoluzione del manto nevoso in situ (sito di sperimentazione di Gaudergrat).

1972

Gli studi degli effetti provocati da un'esplosione sul manto nevoso consentono la pubblicazione di una direttiva che regola il distacco artificiale di valanghe.

1968

L'inverno catastrofico del 1968 colpisce con particolare forza Davos. L'istituto rimane isolato per tre settimane.

1965

L'SLF sperimenta i primi apparecchi per la ricerca dei travolti in valanga (ARTVA).

1960

L'SLF elabora per la prima volta una carta del pericolo di valanghe, precisamente per la località di Wengen.

1956

L'SLF costruisce a fianco dell'istituto uno scivolo per neve. Gli esperimenti fatti con lo scivolo forniscono informazioni sulle proprietà fluidodinamiche della neve, sulla pressione esercitata durante l'impatto contro ostacoli fissi e sull'effetto frenante di ostacoli articolati.

1955

Grazie allo scienziato dell'EMPA Adolf Voellmy prende corpo presso l'SLF un'opera fondamentale che permette di calcolare la distanza d'arresto e la pressione dinamica di una valanga. Viene così posta un'importante pietra miliare per il calcolo delle opere di difesa nella traiettoria e nella distanza d'arresto di una valanga (opere di deviazione, gallerie) e per la delimitazione delle zone esposte al pericolo di valanghe dei centri abitati.

1953

Con la crescente importanza che assume il bosco come opera di difesa dalle valanghe a lungo termine, inizia la collaborazione con l'Istituto federale di ricerche forestali EAFV di Birmensdorf. Vengono varati numerosi progetti comuni a lungo temine, come p.es. il sito sperimentale "Stillberg" nella Val Dischma per lo studio degli effetti del rimboschimento in una zona di distacco vicina al limite del bosco.

1950/51

L'inverno catastrofico del 1950/51, che in Svizzera costa la vita a 98 persone, imprime una svolta decisiva. Oltre alla ricerca di base, viene ora richiesto anche un supporto pratico nel settore delle tecniche di bonifica e della prevenzione. Per aumentare ulteriormente l'affidabilità del bollettino delle valanghe, si continua a consolidare la collaborazione con il Servizio Meteorologico Svizzero (SMA).

1950

La direzione dell'istituto passa dal dott. Edwin Bucher al dott. Marcel de Quervain.

1945

La responsabilità del servizio di prevenzione valanghe, che sino ad allora era di competenza dell'esercito svizzero, passa nelle mani dell'SLF. Tra il 1946 e il 1950 vengono costruite venti stazioni di osservazione e viene sviluppato un servizio di prevenzione valanghe civile che diffonde attraverso la radio e i media un bollettino delle valanghe alla settimana destinato all'emergente turismo invernale.

1944

Entrano in servizio i primi criolaboratori.

1942

Viene fondato l'Istituto federale per lo studio della neve e delle valanghe, Davos-Weissfluhjoch, che nel 1943, sotto la direzione del dott. Edwin Bucher, rileva il primo edificio che ospiterà l'istituto sul Weissfluhjoch. I settori di ricerca principali sono "evoluzione del manto nevoso", "meccanica della neve e formazione di valanghe" e "struttura dei cristalli e metamorfismo della neve".

1939

Viene pubblicato il libro Der Schnee und seine Metamorphose (La neve e le sue metamorfosi).

1936

Un nuovo laboratorio e un sito sperimentale vengono costruiti sul Weissfluhjoch presso Davos - a quota 2662 m - per gli studi sul metamorfismo della neve e sulla formazione di valanghe. La società che gestisce la funicolare di Parsenn mette a disposizione una baracca di legno e un locale nella stazione a monte. Durante l'inverno la baracca in legno viene sistematicamente innevata e soddisfa così la sua funzione di criolaboratorio naturale sotto il manto nevoso con una temperatura costante da -5 a -7°C.

1935

La commissione, nel frattempo rinominata Commissione neve e valanghe, invia a Davos un gruppo di ricerca multidisciplinare sotto la guida del dott. Robert Haefeli. Per "scoprire i rapporti estremamente intricati [della neve]" e i fenomeni che contribuiscono alla formazione delle valanghe, i cristalli di neve devono essere analizzati ben protetti in un laboratorio del freddo. Nel mese di dicembre 1935 viene così costruito a Davos Platz un vero e proprio "igloo" di neve con una superficie di tre metri per quattro e un'altezza di poco più di due metri.

1931

L'ispettore capo della guardia forestale Marius Petitmermet, il presidente del CPF Arthur Rohn e i rappresentanti dei settori scienze forestali, idrologia, costruzione di ferrovie e centrali elettriche fondano a Berna la Commissione svizzera per lo studio della neve e delle valanghe, con il compito di analizzare centralmente l'allora già abbondante materiale sulle valanghe raccolto dagli osservatori sparsi su tutto il territorio nazionale. I membri della commissione, tuttavia, si rendono ben presto conto che non è sufficiente confrontarsi con le valanghe, ma che per capire meglio i processi di formazione delle stesse è necessario analizzare e comprendere la neve anche nella sua struttura.

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