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La neve come risorsa idrica

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La neve è un importante magazzino temporaneo delle precipitazioni invernali. Quando dopo giorni, settimane o mesi inizia a sciogliersi, riempie fiumi e laghi che servono anche alla produzione di energia elettrica. E rinnova le riserve di acqua freatica, essenziali per l’approvvigionamento di acqua potabile e per l’agricoltura.

 

Circa la metà del territorio nazionale svizzero si trova al di sopra dei 1000 metri sul livello del mare: la topografia della Svizzera è segnata dalle Alpi. Di conseguenza, circa un terzo di tutte le precipitazioni si manifesta sotto forma di neve. A seconda dell’altitudine e delle condizioni atmosferiche, la neve fresca può sciogliersi non appena tocca il suolo caldo, ai primi di raggi di sole, in primavera o, nelle zone dei ghiacciai, solo dopo decenni. Inizialmente, la maggior parte delle neve viene quindi immagazzinata sul posto.

La neve come magazzino temporaneo

La funzione di magazzino temporaneo è di grande importanza. Nei bacini soggetti alle maggiori precipitazioni nevose, il ruscellamento massimo si registra nei mesi di maggio e giugno, quando la portata è quasi doppia rispetto alla media annuale. Nei bacini collettori dei ghiacciai le differenze stagionali sono ancora più alte per effetto dell’ulteriore disgelo del ghiaccio, mentre a quote inferiori le condizioni di ruscellamento sono più equilibrate.

 

Quando nel bacino collettore si registrano contemporaneamente elevati tassi di disgelo nevoso e forte pioggia, possono verificarsi situazioni di piena critiche. Per questo motivo, l’SLF gestisce un servizio operativo di idrologia nivale (OSHD), che prevede i quantitativi d’acqua di disgelo e contribuisce alla regolazione preventiva delle acque. Contemporaneamente, le quantità di acqua da disgelo sono importanti per la gestione di laghi e bacini idroelettrici. Nelle grandi centrali elettriche alpine la percentuale di acqua proveniente dal disgelo nevoso è del 70-80% sul totale utilizzato.

Pioggia e manto nevoso

Quando piove su un manto nevoso pre-esistente, quest’ultimo può spesso assorbire una parte dell’acqua piovana. Quando però la pioggia è abbondante e persistente o il manto nevoso è già completamente umidificato all’inizio dell’evento, l’ulteriore disgelo nevoso causa un aumento del flusso di ruscellamento. È difficile prevedere con esattezza come si comporta in questi casi il manto nevoso. Per questo analizziamo i processi che determinano in quale misura il manto nevoso influisce sul ruscellamento.

Neve nel bosco

Nei boschi la struttura e lo scioglimento del manto nevoso assumono caratteristiche diverse rispetto alle condizioni in campo aperto. Ad esempio le chiome degli alberi possono intercettare le precipitazioni oppure assorbire la radiazione. Dal momento che i boschi ricoprono circa il 30% del territorio svizzero, esercitano effetti non trascurabili sul ruscellamento da disgelo nevoso. Per poter comprendere meglio i meccanismi di disgelo nevoso nel bosco, analizziamo la distribuzione della neve e la radiazione termica all’interno del soprassuolo boschivo.

 

Temi

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