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WaWaRu – Struttura del bosco, bilancio idrico e scivolamenti superficiali

 

Quantificare in che misura il bosco influenza la stabilità del terreno e dei pendii pone la scienza – e con essa anche gli addetti ai lavori – di fronte a una notevole sfida. Il progetto WaWaRu è una tessera importante del puzzle per comprendere i processi relativi alle diverse strutture del bosco e contribuisce ad affrontare proprio questa sfida. A tal fine, diverse strutture del bosco vengono studiate nel quadro di esperimenti sul campo prendendo in esame il regime di umidità del suolo, ossia il principale fattore scatenante degli scivolamenti superficiali. Il punto di partenza è un approccio multi-metodologico in aree con un elevato rischio di scivolamenti superficiali nella regione di Davos. Perseguendo l’obiettivo di fornire un supporto di orientamento pratico alla gestione forestale collaboriamo strettamente con la Ferrovia retica, l’Ufficio foreste e pericoli naturali dei Grigioni e il servizio forestale di Davos.

 

 
 

Assieme a valanghe, frane e colate detritiche, gli scivolamenti rientrano tra i principali movimenti gravitativi di massa nell’area alpina. Poco meno della metà delle foreste svizzere è rappresentata da boschi di protezione che difendono la popolazione svizzera contro i movimenti di massa alpini, riducendo in questo modo i rischi per le persone e le infrastrutture. Più del 25% dei boschi di protezione svolge un’azione contro gli scivolamenti superficiali. L’influenza della vegetazione, e in particolare del bosco, sulla stabilità del terreno e dei pendii è una componente importante di una strategia integrale di protezione contro i pericoli naturali. Il bosco di protezione è spesso più ecologico, più economico e più sostenibile delle opere tecniche di difesa. Per mantenere la funzione protettiva è tuttavia necessaria una gestione forestale sostenibile e a lungo termine (cura del bosco di protezione).

 

Per sostenere la gestione forestale, i risultati della ricerca devono poter essere messi in pratica con variabili più facili possibile da rilevare ma al contempo significative a livello pratico. Da un lato, al momento per gli addetti ai lavori c’è un margine d’azione spesso estremamente ridotto fra redditività e mantenimento sostenibile della funzione protettiva del bosco. Dall’altro, quantificare adeguatamente e in maniera capillare l’azione della flora costituisce tuttavia sempre una grande sfida per la ricerca.

Nell’ambito del progetto SOSTANAH (PNR 68) è emerso chiaramente che la struttura del bosco svolge un ruolo importante in questo contesto: la varietà di soprassuolo e sottosuolo e la combinazione di diversi stadi di successione e sviluppo incrementano la forza di resistenza e la capacità di adattamento del popolamento. I soprassuoli boschivi stratificati con una composizione di specie arboree e una struttura d’età variegate, un sufficiente grado di copertura delle chiome e aperture di lunghezza ridotta nella linea di massima pendenza sono nettamente più efficaci contro gli scivolamenti superficiali rispetto a quelli non stratificati composti da esemplari di una sola specie arborea di età omogenea.

 

Il progetto WaWaRu contribuisce a una migliore comprensione delle diverse strutture del bosco sotto il profilo del regime di umidità del suolo, il principale fattore scatenante degli scivolamenti superficiali, concentrandosi pertanto sull’interazione tra struttura del bosco, idrologia del suolo ed evapotraspirazione.

Nei potenziali «hotspot degli scivolamenti superficiali» nella regione di Davos, in boschi rispettivamente piuttosto «ben» strutturati o «mal» strutturati vengono misurati e registrati più volte al giorno il tenore in acqua, la temperatura, il potenziale di matrice e la conducibilità elettrica a diverse profondità del suolo. Mediante la tomografia di resistività elettrica (ERT) viene inoltre rilevata la variazione dell’umidità nel terreno dopo eventi precipitativi lungo una sezione bidimensionale del sottosuolo. Al fine di valutare l’evapotraspirazione, contemporaneamente ai rilievi via ERT vengono raccolti dati termici aerei tramite droni. Sulla base dei singoli profili viene inoltre effettuata una caratterizzazione geotecnica e pedologica. Allo stesso modo, bosco e terreno vengono caratterizzati e classificati anche secondo standard comuni come il codice del soprassuolo boschivo. Una stazione meteorologica rileva temperatura e umidità dell’aria, precipitazioni e irraggiamento, nonché velocità e direzione del vento.

 

Assieme ai progetti SlimForest (Scivolamenti superficiali: impatto della struttura del bosco sulla stabilità dei pendii) e WHFF (I boschi ben strutturati e curati hanno una migliore funzione di protezione? Mappe interattive sull’efficacia contro gli scivolamenti superficiali), il progetto WaWaRu costituisce una tessera importante del puzzle per comprendere le diverse strutture del bosco e contribuisce in ultima analisi a quantificare meglio l’impatto del bosco sulla stabilità del terreno e dei pendii.

WaWaRu non contribuisce solo alla comprensione scientifica (dei processi), ma mira in fondo anche a fornire un supporto pratico alla gestione forestale. Per garantire questo focus orientato all’applicazione e consentire l’attuazione dei risultati della ricerca, collaboriamo strettamente con i nostri partner di progetto: la Ferrovia retica, l’Ufficio foreste e pericoli naturali dei Grigioni e il servizio forestale di Davos.