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Carta del permafrost e del ghiaccio al suolo

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Il permafrost è un fenomeno termico invisibile che esercita un notevole effetto sulla stabilità del suolo o delle pareti rocciose ripide. Durante la realizzazione di progetti di costruzione o per la valutazione di eventuali pericoli naturali è quindi molto utile sapere se nelle zone interessate è presente il permafrost.

 
 

La nuova carta del permafrost e del ghiaccio al suolo dell’SLF (PGIM) aiuta a valutare la diffusione locale e regionale del permafrost. Per la sua realizzazione è stato scelto per la prima volta un metodo di mappatura che effettua una distinzione tra permafrost ricco di ghiaccio o povero di ghiaccio. Il permafrost ricco di ghiaccio comprende materiale sciolto permanentemente ghiacciato, il cui contenuto di ghiaccio supera lo spazio intergranulare nel suolo. Si tratta ad es. di ghiacciai rocciosi o di gande ricche di ghiaccio, che spesso sono formate da strati di ghiaccio spessi diversi metri. Nella carta il restante permafrost, che viene classificato come povero di ghiaccio, comprende il permafrost presente nelle pareti rocciose o nel materiale sciolto secco.

Zona 1: permafrost povero di ghiaccio

La temperatura media annua del permafrost povero di ghiaccio dipende soprattutto dall’altitudine e dall’esposizione. Oltre alla diffusione nello spazio, è quindi possibile valutare anche la temperatura del permafrost povero di ghiaccio. Questa informazione si trova nella zona 1 della PGIM, nella quale le temperature negative del suolo sono mappate con colore blu, mentre una zona di transizione con temperature comprese tra 0° C e +1° C è di colore giallo.

Zona 2: permafrost ricco di ghiaccio

Il permafrost ricco di ghiaccio si forma spesso grazie alla sedimentazione del ghiaccio proveniente ad es. da neve di valanghe o da vecchi resti di ghiacciai che sono stati ricoperti da accumuli di roccia e macerie. Il permafrost ricco di ghiaccio si trova quindi soprattutto nei luoghi in cui possono verificarsi questi processi, cioè per lo più alla base del pendio. Il permafrost con alto contenuto di ghiaccio ha bisogno di molta energia per riscaldarsi o sciogliersi. Ciò dipende dalla proprietà fisiche del ghiaccio, che vanta un’alta capacità termica. Per questo motivo, il permafrost ricco di ghiaccio può trovarsi in regioni nettamente più basse e calde rispetto a quelle in cui è presente il permafrost povero di ghiaccio. Anche il contenuto di ghiaccio è quindi uno dei fattori che determina se in un luogo è presente o meno il permafrost. Pertanto, il permafrost ricco di ghiaccio può esistere in condizioni climatiche completamente differenti.

La deformazione di terreno ricco di ghiaccio (ad es. nei ghiacciai rocciosi) influisce ulteriormente sulla distribuzione del permafrost ricco di ghiaccio. La mappatura di quest’ultimo è quindi molto più complicata rispetto a quella del permafrost povero di ghiaccio. La zona 2 della PGIM comprende tutte le zone di terreno nelle quali è possibile la presenza di permafrost ricco di ghiaccio (superfici di colore rosa). Essa può tuttavia includere anche zone prive di permafrost. Inoltre, il permafrost ricco di ghiaccio è stato mappato solo al di fuori della zona 1. Ciò significa che la carta mostra solo il permafrost ricco di ghiaccio che si trova sotto alla zona con permafrost povero di ghiaccio. In queste zone, nella maggior parte dei casi la temperatura del permafrost ricco di ghiaccio si colloca intorno agli 0° C. Il permafrost ricco di ghiaccio può quindi essere presente anche all’interno della zona 1, dove non è stato indicato a parte.

Attenzione: La carta del permafrost e del ghiaccio al suolo dell’SLF è una carta di riferimento. Per le valutazioni locali della distribuzione del permafrost è necessario effettuare ulteriori indagini dettagliate sul campo.