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Un pallone frenato misura la fisica delle nubi

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Questa settimana è iniziata a Davos Wolfgang una campagna scientifica di misure – della durata di due mesi – nel corso della quale verrà utilizzato, tra gli altri, anche un pallone frenato. Grazie ai dati raccolti, i ricercatori riusciranno a saperne di più sulla formazione delle precipitazioni in montagna.

 

Associando le misure sulla formazione delle precipitazioni all’interno delle nubi con i dati sull’accumulo di neve sul territorio, i ricercatori tenteranno di contribuire a una migliore previsione delle precipitazioni in montagna. “La nostra campagna di misure avvicina per la prima volta la ricerca sulle nubi con quella nivologica” afferma Michael Lehning del WSL Istituto per lo studio della neve e delle valanghe SLF e dell’École polytechnique fédérale de Lausanne (EPFL). Il pallone frenato dell’Institute for Atmospheric and Climate Science del ETH Zürich, che viene impiegato per la prima volta in montagna, ha un diametro di 8 metri e può salire fino a 800 metri di altezza. Il pallone è equipaggiato con diversi strumenti di misura per studiare i processi fisici che si svolgono all’interno delle nubi. Tra questi ci sono ad es. uno strumento olografico in grado di scattare fotografie delle singole particelle di precipitazione. Con l’aiuto di questi scatti i ricercatori saranno in grado di misurare la suddivisione dimensionale delle particelle e di stabilire se si tratta di particelle liquide o di ghiaccio.

 

Oltre alle misure svolte con il pallone, ci saranno numerosi strumenti scientifici che raccoglieranno ulteriori dati: al passo Wolfgang, MeteoSvizzera e l’istituto tedesco di Leibniz per la ricerca troposferica (TROPOS) installeranno diversi sistemi di telerilevamento. Sul Weissfluhjoch il ETH Zurich, l’Università di Basilea e l’EPFL analizzeranno l’aria e i cristalli di ghiaccio delle nubi. Anche sul tetto di una cabina della funivia Gotschna verranno installati alcuni strumenti per misurare le nubi. Per associare i processi che si svolgono all’interno delle nubi con la distribuzione della neve sul suolo, i ricercatori dovranno valutare anche i trasporti di neve. Il gruppo «Processi della neve» in seno all’SLF, che si è specializzato proprio in questo tipo di rilevamenti, ha sviluppato per l’occasione una speciale stazione di misura che verrà installata sulla cresta del Gotschna.

 

I ricercatori ricorreranno inoltre anche ai dati delle stazioni già esistenti, come ad es. i campi di rilevamento dell’SLF a Davos Laret e sul Weissfluhjoch, così come a quelli del radar meteorologico di MeteoSvizzera installato sulla cima della Weissfluh. Jan Henneberger del PF di Zurigo, che guida il team di ricercatori, spiega: “Davos offre una densità di dati di misura su neve e atmosfera unica nel suo genere”. Le conoscenze più approfondite sul tipo di cristalli di neve che giungono sul suolo contribuiranno non solo a migliorare le previsioni sulle precipitazioni, ma saranno anche importanti come grandezze di input per i modelli numerici del manto nevoso con i quali ad es. l’SLF supporta la valutazione dei pericoli naturali (come valanghe e piene) o crea previsioni per gli sport invernali e l’energia idraulica.

 

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